Pizza Express: la ricetta senza senso (che funziona)

Esistono regole non scritte nella panificazione casalinga, e la più sacra di tutte dice che meno lievito usi e più a lungo lasci lievitare, migliore sarà il risultato. Ho deciso di infrangerla. L’esperimento era semplice e un po’ folle: fare una pizza con soli 20 minuti di lievitazione, usando una quantità di lievito che farebbe inorridire qualsiasi pizzaiolo tradizionale. Il risultato mi ha sorpreso anche me.

Immagina questo scenario: amici che si presentano all’improvviso all’ora di cena, nessun impasto pronto, e l’orgoglio del pizzaiolo casalingo in gioco. Ordinarla a domicilio richiederebbe comunque tempo, e allora l’unica strada è quella di affidare la propria reputazione a un impasto velocissimo. È esattamente in questa situazione che nasce questa ricetta: non come alternativa alle lunghe fermentazioni, ma come soluzione di emergenza che funziona davvero.
Su 500 grammi di farina doppio zero ho usato 12 grammi di lievito secco — una quantità che in una ricetta normale non supererei mai il grammo — e 350 millilitri d’acqua, per un’idratazione del 70%. Il sale, 12 grammi, va aggiunto alla fine per non interferire con il lievito. L’impasto risulta appiccicoso e non perfettamente incordato, ma è proprio quello che vogliamo: un glutine rilassato si stende senza opporre resistenza. Alcune pieghe, un filo d’olio per rendere la massa più maneggevole, e si formano tre panetti da circa 250 grammi l’uno.

Dopo 20 minuti vicino al forno caldo, i panetti sono già lavorabili. Non gonfi come palloncini, ma sufficientemente rilassati da stendersi con facilità e senza strapparsi. Quello che colpisce di più è la morbidezza sotto le dita: non sembra affatto un impasto nato mezz’ora prima. Con 30 minuti il risultato migliora ancora leggermente: il cornicione si apre di più e la struttura è appena più ariosa.
Cotta a 460 gradi per circa 100 secondi, la pizza esce con un cornicione gonfio, una base ben colorata e un profumo autentico. Ma il dato più sorprendente arriva all’assaggio: nonostante i 12 grammi di lievito secco, non c’è traccia di quel retrogusto acre che molti di noi ricordano dalle pizze casalinghe degli anni Novanta. Il sapore è pulito, forse un po’ neutro rispetto a una lunga fermentazione, ma assolutamente dignitoso. La pizza si piega bene, non è gommosa né biscottata.
Questa ricetta non è un’alternativa alle 24 ore di maturazione, che restano insuperate per complessità aromatica e digeribilità. È uno strumento di emergenza, onesto e sorprendentemente efficace. La quantità di lievito va calibrata in base al tempo disponibile: più fretta hai, più lievito ti serve, ed è un calcolo che si può fare con precisione.
Qual è la lievitazione più veloce che hai mai osato fare, e com’è andata a finire?