Diciamocelo: non vi siete stancati di complicarvi la vita ogni volta che volete fare il pane in casa? C’è questa convinzione che per venire buono debba per forza essere difficile. E invece no. Oggi vi faccio vedere la ricetta più semplice di sempre: il pane infallibile, senza impastare, lievitato, cotto e mangiato in poco più di 3 ore.

Gli ingredienti per una pagnotta da 750 g

Servono pochissime cose: 500 g di farina di forza (io ho usato una farina da pizza con 12,5 g di proteine e mi sono trovato benissimo, ma sul sicuro sceglietene una con almeno 13 g), 400 ml di acqua a temperatura ambiente che non superi i 25°C, 7 g di sale (un cucchiaino) e 9 g di lievito fresco oppure 3,5 g di secco. Con queste dosi otterrete un impasto all’80% di idratazione. Vi basta una ciotola e una forchetta o una frusta.

Il “non impasto”

Se usate il lievito secco versatelo nella farina, altrimenti scioglietelo nell’acqua. Aggiungete l’acqua un po’ alla volta mescolando, e prima di raccogliere la farina sul fondo unite il sale. Continuate finché non resta più farina in giro. A guardarlo l’impasto non ispira fiducia: molle, attaccaticcio, senza forma. Fidatevi e non buttatelo. Copritelo, segnatevi il livello e mettetelo in forno con la lampadina accesa. Solo se in casa avete 40°C, lasciatelo fuori. Riposo: un’ora.

Le pieghe, l’unico aiuto che serve

Dopo un’ora l’impasto è cresciuto in altezza, resta molle ma si intravede un accenno di glutine. Vista l’idratazione all’80% gli diamo una mano con le pieghe: bagnatevi le mani, afferrate un lembo, tiratelo fino al lato opposto e coprite, ripetendo sei o sette volte. Se esagerate rendendolo ingestibile, fermatevi un paio di minuti, dategli una piccola impastata e rifate cinque pieghe. Coprite, segnate il nuovo livello e rimettete in forno con la luce accesa per un’altra ora.

Formatura e cottura in tre fasi

Quando l’impasto è più che raddoppiato, preriscaldate il forno con la pietra refrattaria dentro (va benissimo anche una teglia) e mettete sul fondo un pentolino d’acqua: il vapore è fondamentale. Rovesciate l’impasto su un piano leggermente infarinato, allargatelo un pochino e fate le pieghe di chiusura senza esagerare, poi una leggera pirlatura. Lasciatelo riposare coperto in un cestino o in un contenitore con i bordi (anche una vaschetta del gelato da 2 litri). Prima di infornare fate un taglio da parte a parte. La cottura ha tre fasi: 25 minuti alla temperatura di preriscaldamento (poi togliete il pentolino), 25 minuti a 190°C e infine mezz’ora a 130°C con lo sportello leggermente aperto.

Conclusione

Al taglio io stesso non credevo ai miei occhi: crosta croccante, dentro morbido e alveolato, nessun sapore di lievito. Tanti di voi nei commenti mi chiedono come regolarsi con farine più forti tipo la Manitoba: in quel caso scendete di qualche cucchiaio d’acqua, perché assorbono di più. E voi, lo provate? Fatemi sapere come viene e guardatevi il video per seguire ogni passaggio.