Tutto quello che non sapevi sulla stesura della pizza

La stesura è il momento in cui anni di pratica e giorni di lievitazione si giocano in pochi secondi. È l’unica fase davvero irreversibile: se sbagli, non si torna indietro — il panetto asciugato con la farina non si può più richiudere senza compromettere la maglia glutinica e i tempi di riposo. Per questo vale la pena capirla a fondo, andando a guardare come la affrontano i grandi pizzaioli napoletani.

Prima di stendere, bisogna accertarsi che il panetto sia davvero pronto. Il segnale è semplice: premendo un dito sulla superficie, l’impronta deve restare senza rimbalzo elastico. Se l’impasto si ritira, occorre aspettare ancora. Forzare un impasto ancora teso significa rovinare il glutine senza ottenere nulla. Un impasto ben lievitato, estensibile e asciutto si allarga quasi da solo — lo si vede chiaramente nei video dei grandi pizzaioli, dove bastano tre o quattro movimenti per raggiungere il diametro desiderato.

Guardando pizzaioli come Franco Pepe, Enrico Porzio o Vincenzo Esposito, si nota che nessuno usa il mattarello — strumento che rende sì uniforme il centro, ma schiaccia i bordi e distrugge la cornice. Tutti lavorano con i polpastrelli o il palmo, spingendo i gas dal centro verso l’esterno per costruire il cornicione. Alcuni partono dall’alto e ruotano l’impasto, altri incrociano le mani e spingono verso l’esterno, altri ancora sfruttano la gravità sollevando il disco. La tecnica dello schiaffo — far volteggiare la pizza da una mano all’altra — non è solo spettacolo: serve ad allargare uniformemente un impasto molto idratato senza stressarlo. Anche i pizzaioli amatoriali possono ottenere ottimi risultati applicando questi principi con calma e senza fretta.

Un errore che si vede spesso è usare la stessa farina dell’impasto — quasi sempre una 00 — anche per spolverare il banco. La farina 00 è troppo fine: si attacca al disco, non si toglie con una semplice spolverata e in cottura brucia, alterando il sapore e sporcando il forno. La farina da stesura deve avere una granulometria più grossa, così da non raccogliere umidità e staccarsi facilmente. La semola rimacinata è una scelta diffusa, ma la farina di riso è ancora meglio: non sviluppa glutine, raccoglie pochissima umidità e si elimina con un gesto solo.
Ricorda sempre di rimuovere la farina in eccesso dal fondo del disco prima di condire e infornare. Se apri il panetto usando il bordo del banco, fai attenzione a non schiacciare il cornicione. E se durante la stesura compare un buchino — succede, anche ai bambini prodigio — niente panico: un piccolo pezzetto di impasto premuto con cura lo chiude senza lasciare traccia.
Quale tecnica di stesura hai provato finora, e qual è il tuo principale ostacolo?