Il forno a gas XL di Lidl: grande pietra, grande promessa, ma con qualche riserva

Antonio del canale Antonio Pane Quotidiano torna con una recensione che molti panificatori casalinghi aspettavano: un forno a gas per pizza a meno di 200 euro, con una pietra refrattaria da 40×40 cm. Una proposta che sulla carta risolve il problema storico dei forni economici: le pizze troppo piccole. Ma come sempre, la realtà ha le sue sfumature.

Appena tolto dall’imballaggio, Antonio rimane colpito dalle dimensioni: il forno è davvero grande, quasi non ci sta sul tavolo. La dotazione di serie include regolatore di pressione, tubo del gas e uno sportello con manico da avvitare, pensato per schermare la camera e accelerare il raggiungimento della temperatura. Un dettaglio che Antonio apprezza subito: il libretto di istruzioni, fatto insolitamente bene, con fotografie chiare per ogni fase del montaggio. Piccola cosa, ma rara.

Il pezzo forte, come lo chiama Antonio, è la pietra refrattaria in cordierite inclusa nel prezzo. Quaranta centimetri per quaranta: un formato generoso per questo budget. L’installazione è elementare — si poggia e si spinge in fondo. Montando una pietra di queste dimensioni, Antonio spiega che raggiungere i 500°C sarebbe controproducente: brucerebbe le pizze dal basso. La finestra di lavoro ideale si colloca tra i 350 e i 380°C sulla superficie della pietra, temperatura rilevata con termometro digitale e non con quello integrato nel forno, considerato una semplice indicazione di massima.

Il vento ha complicato le riprese per due giorni. Antonio sottolinea un limite concreto di questa tipologia di forni: le condizioni meteorologiche incidono in modo significativo sia sulla stabilità della fiamma sia sui tempi di preriscaldo. Con circa 35 minuti per portare la pietra a temperatura sufficiente, i tempi sono circa il doppio rispetto al modello più piccolo della stessa linea. Prevedibile, date le dimensioni, ma da mettere in conto.
Le pizze escono bene: sotto cotte in modo uniforme, cornicione che gonfia, cottura soddisfacente anche per una ruota di carro. Antonio apprezza in modo particolare la leggera affumicatura che il pellet o la legna conferisce all’impasto, avvicinando il risultato a quello di una pizzeria. Tra i punti deboli segnala la fragilità dei piedini, alcuni adesivi che si spostano col calore e un imballaggio non all’altezza, che ha causato piccole ammaccature alla consegna — difetti risolvibili, ma fastidiosi su un prodotto nuovo.
Antonio chiude con una valutazione onesta: per chi cerca risultati concreti a basso budget, accettando qualche compromesso strutturale e la dipendenza dalle condizioni atmosferiche, questo forno rappresenta un’opzione difficile da battere nella sua fascia di prezzo. Un dettaglio che mi ha colpito è la franchezza con cui Antonio elenca anche i difetti, senza sconti — esattamente il tipo di recensione utile per chi deve decidere con i propri soldi. Voi avete mai provato un forno a gas economico per la pizza in casa, e quali problemi avete incontrato?