Ho provato a riprodurre in casa la pizza scarpetta di Franco Pepe

So che molti di voi sognano di portare in tavola una di quelle pizze che sembrano fatte solo dai grandi maestri. Ebbene, oggi ci proviamo davvero: ho cercato di riprodurre in casa una delle pizze piu famose e buone in assoluto, la pizza scarpetta del maestro Franco Pepe. E vi assicuro che il risultato mi ha lasciato senza parole.
L’impasto: idratazione al 70% e un tocco rustico

Partiamo dalla base. Ho preparato un impasto al 70% di idratazione con una farina di media forza (massimo 12 grammi di proteine, 200-210 W). Il trucco per imitare quel sapore tipico del maestro? Aggiungere un cucchiaio di farina piu rustica, tipo un’integrale, a quella di media forza. Le dosi: 500 grammi di farina, 350 grammi di acqua fresca, lievito e 10 grammi di sale. Niente impastatrice: uso la tecnica no-knead, mescolo tutto in modo molto grezzo e lascio che l’impasto si lavori da solo. Dopo almeno 12 ore in frigo e quattro ore e mezza a temperatura ambiente, faccio laminazione e pirlatura. Da queste dosi escono quattro panetti da 200 grammi: una pezzatura non casuale, ma proprio quella suggerita da Franco Pepe per equilibrare grassi e carboidrati.
Il segreto e nella fonduta e nel sugo

Qui sta la magia di questa pizza. Al posto del classico pomodoro si parte da una fonduta di grana padano: 100 grammi di grana grattugiato sciolto in 100 grammi di panna fresca scaldata a 50-60 gradi, con una macinata di pepe. Si fa raffreddare e si tiene in frigo. Il sugo che ha reso celebre la scarpetta si prepara invece con circa 140 grammi di datterini, tanto basilico, 25 grammi di grana, sale e olio, frullati e poi lasciati scolare una mezz’oretta finche non resta solo la polpa.
La cottura: lenta e a temperatura controllata

A differenza di una napoletana cotta in 90 secondi, questa pizza vuole una cottura piu lenta e a temperatura piu bassa. Ho impostato 400 gradi sopra e 200 gradi sotto, con la pietra che arriva quasi a 380 gradi perche si scalda anche dalla resistenza superiore. Sul disco di pasta va prima la fonduta di grana al posto del pomodoro, poi la mozzarella di bufala, e solo a fine cottura la polpa di pomodoro con scaglie di grana.
Conclusione
Al primo morso e stata una sorpresa: incredibilmente morbida, davvero vicinissima all’originale. E voi, ve la sentite di sfidare un grande maestro tra le mura di casa vostra? Guardate il video per vedere tutti i passaggi in azione e poi ditemi com’e andata la vostra scarpetta!